Ti è mai capitato di notare della muffa in un angolo della casa o di sentire una fastidiosa sensazione di freddo vicino a una finestra, anche con il riscaldamento acceso? Spesso questi fenomeni sono causati dai ponti termici. Ma cosa sono esattamente?
I ponti termici sono punti deboli dell’edificio in cui il calore tende a disperdersi più facilmente verso l’esterno. Sono zone dove l’isolamento non è continuo o dove materiali diversi si incontrano e creano un passaggio preferenziale per il flusso di calore.
In parole semplici: sono piccole “fughe” di energia che, se trascurate, possono causare disagi, sprechi e problemi di salute.
Dove si trovano di solito?
I ponti termici si manifestano in alcune zone ricorrenti della casa, come ad esempio:
- gli spigoli tra pareti e soffitti
- le giunzioni tra muri e pavimenti
- i contorni di finestre e porte
- i pilastri o travi in cemento armato
- e anche i balconi che sporgono all’esterno senza un sistema di isolamento adeguato
In tutte queste situazioni, l’isolamento si interrompe o si riduce, lasciando spazio alla dispersione termica.
Perché è un problema serio?
I ponti termici possono sembrare un dettaglio, ma hanno conseguenze piuttosto serie, sia per il comfort che per la salute dell’edificio (e di chi ci vive).
● Maggiori consumi energetici
Il calore che “scappa” attraverso i ponti termici va sostituito con altro calore… e questo significa più energia consumata e bollette più salate.
● Formazione di condensa e muffa
Le superfici più fredde attirano l’umidità presente nell’aria. Quando l’umidità si condensa, compaiono aloni, macchie nere e muffe, soprattutto in inverno. Oltre al danno estetico, questo può comportare anche problemi respiratori per chi vive nella casa.
● Disagio abitativo
Una casa con ponti termici è spesso meno confortevole: ci sono zone fredde, fastidiose correnti d’aria e differenze di temperatura tra una stanza e l’altra.
Cosa si può fare per eliminarli o evitarli?
La soluzione migliore è prevenire i ponti termici in fase di progettazione. Tuttavia, è possibile intervenire anche su edifici esistenti, con soluzioni mirate e tecnicamente efficaci.
Tra gli interventi più utilizzati:
- Isolamento a cappotto, esterno o interno
- Serramenti di qualità, ben posati e con giunti isolati
- Correzione dei nodi costruttivi, come angoli e pilastri, con materiali isolanti continui
- Taglio termico nei balconi, tramite giunti strutturali specifici
Ogni edificio è diverso, perciò è importante fare una valutazione caso per caso.
Come si individuano?
Alcuni segnali evidenti possono essere:
- muffa o condensa agli angoli delle stanze o intorno ai serramenti
- zone della casa più fredde rispetto ad altre
- pareti fredde al tatto, anche con il riscaldamento attivo
Per individuare con precisione i ponti termici si può utilizzare una termocamera, che permette di “vedere” le differenze di temperatura nelle superfici dell’edificio. Questo tipo di indagine è molto utile per progettare gli interventi correttivi più efficaci.
Ponti termici e classe energetica
Un aspetto da non sottovalutare: i ponti termici peggiorano la prestazione energetica dell’edificio e quindi influenzano l’APE (Attestato di Prestazione Energetica). Se non corretti, possono far scendere la classe energetica, riducendo il valore dell’immobile e rendendolo meno appetibile sul mercato.

